Hai presente quelle mattine in cui inizi a svegliarti prima della sveglia? No, non quando improvvisamente sei sveglio e lucido, ma quando continui a passare dal sonno alla veglia e non sai bene se stai pensando o se stai sognando. A me ogni tanto capita: a volte i pensieri mi sfuggono e se ne vanno insieme ai sogni, a volte rimangono e pian piano si definiscono. Ecco, stamattina ero a letto, proprio in quel tipo di dormiveglia, quando mi è tornato in mente un racconto che avevo letto diversi anni fa. Anzi, che mi avevano letto. All’inizio del mio percorso di formazione in pnl.
Prima ancora di ricordare esattamente il contenuto del racconto, sapevo di cosa trattava in generale: consapevolezza e apprendimento. E ho subito pensato che sarebbe stato bello condividerlo sul blog! Quindi mi sono alzato e ho scartabellato nei meandri dei livelli più bassi della mia libreria, finché non l’ho ritrovato. E l’ho riletto: consapevolezza, apprendimento… e anche tanto altro.
Eccolo, adesso puoi leggerlo anche tu:

RENDERSI CONTO

Mi alzo una mattina,

esco di casa,

c’è una buca nel marciapiede,

non la vedo

ci casco dentro.

Giorno dopo..

esco di casa,

mi dimentico che c’è una buca nel marciapiede,

e ci ricasco dentro.

Terzo giorno…

Esco di casa cercando di ricordarmi

che c’è una buca nel marciapiede,

e invece non me ne ricordo,

e ci casco dentro.

Quarto giorno,

esco di casa cercando di ricordarmi

della buca nel marciapiede,

me ne ricordo,

e ciò nonostante non vedo la buca

e ci casco dentro.

Quinto giorno,

esco di casa,

mi ricordo che devo tener presente

la buca del marciapiede

e cammino guardando per terra,

e la vedo,

ma anche se la vedo,

ci casco dentro.

Sesto giorno,

esco di casa,

mi ricordo della buca nel marciapiede,

la cerco con lo sguardo,

la vedo,

cerco di saltarla,

ma ci casco dentro.

Settimo giorno,

esco di casa,

vedo la buca,

prendo la rincorsa,

salto

sfioro con la punta dei piedi il bordo dall’altra parte,

ma non mi basta e ci casco dentro.

Ottavo giorno,

esco di casa,

vedo la buca,

prendo la rincorsa,

salto,

atterro dall’altra parte!!!

Mi sento così orgoglioso di esserci riuscito,

che mi metto a saltellare per la gioia…

e mentre saltello,

casco di nuovo nella buca.

Nono giorno,

esco di casa,

vedo la buca,

prendo la rincorsa,

la salto e

proseguo per la mia strada.

Decimo giorno,

SOLTANTO OGGI,

mi rendo conto che è più comodo

camminare…

sul marciapiede di fronte!

        (da “Raccontami: storie per imparare a conoscersi” di Jorge Bucay”)

E tu,

oggi…

quale marciapiede scegli?